Il nuovo libro del Professore Montanari

Mag 15 • In Evidenza • 106 Views • Commenti disabilitati su Il nuovo libro del Professore Montanari

Il pane rappresenta una sintesi dell’evoluzione del genere umano. Quando si porta alla bocca un pezzo di pane, oppure una forchettata di pasta, si dovrebbe entrare in contatto con la cultura del produttore, con i suo territorio e con la sua capacità di trasformare il prodotto. Si tratta quindi di un processo complesso che può essere analizzato soltanto con la collaborazione di molte discipline. La ricerca che ha permesso la realizzazione del volume si è avvalsa di ricercatori di archeologia, antropologia, geografia, storia della scienza, economia e chimica. Queste discipline hanno permesso di evidenziare la completezza della filiera dei valori: il suolo, il clima, la scelta delle specie da coltivare, la pratica agricola, la raccolta del prodotto, la sua elaborazione, il suo consumo e il marketing che dovrebbe fare riferimento al paesaggio, alle sue caratteristiche naturali e culturali. Il pane è il cibo per eccellenza. In quasi tutte le lingue si utilizza l’espressione “buono come il pane”.  Risulta quindi arduo accettare che, a causa della grande diffusione della celiachia, il pane e la pasta debbano essere escluse dalla dieta di un numero sempre crescente di individui. Anche prodotti di larga diffusione e consumo come il pane e la pasta hanno subito i negativi contraccolpi della internazionalizzazione. Risulta difficile immaginare come si possano interpretare  le varie caratteristiche e specificità di prodotti che poi per arrivare sul nostro piatto debbono viaggiare per 10 o 20 mila km. dopo essere stati coltivati  in  grandi pianure dove la meccanicizzazione e la intensificazione della produzione hanno raggiunto alti livelli a scapito della specificità del prodotto. Il volume fa riferimento piuttosto a quanto veniva prodotto in quei territori italiani dove la produzione e la cultura si sono sviluppati in modo autonomo secondo le caratteristiche di ciascuna valle e quindi fornendo una diversità culturale oltreché biologica. Sono territori collinari dove i processi di meccanicizzazione e di intensificazione non sono stati possibili e quindi abbandonati in quanto modelli di sottosviluppo. Il risultato è che secondo i dati pubblicati da Anacer solo il 51% del fabbisogno nazionale di cereali è coperto dalla produzione nazionale. Il volume lancia un segnale: è necessario tornare a coltivare cereali di buona qualità che sappiano a pieno rappresentare le specificità del nostro paese.

 

Manetti C. & Rufo F. (eds), 2017, BREAD an interdisciplinary  perspective, SUE Roma

E-Book “open access”

http://www.editricesapienza.it/node/7509